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Un amore impossibile. Passionale, doloroso, travagliato e travolgente. Nato e cresciuto nel lusso. L’amore tra Maria Callas, il soprano più famoso del pianeta, e Aristotele Onassis, l’uomo più ricco del mondo, raccontato nei minimi particolari dai rotocalchi negli Anni 60 è ora portato in tv dalla Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei per Mediaset. Le riprese di questo film tv in due puntate che Canale 5 ha trasmesso nella passata stagione sono state effettuate a Roma. Nella capitale, in una suite dell’hotel Majestic in via Veneto, è stato ricostruito l’appartamento che la coppia frequentava all’hotel Plaza di New York. A Villa Videtti, fuori Roma, sono stati ricreati gli ambienti della casa parigina della Callas. «Non si tratta di una biografia o di una rivisitazione del personaggio Callas, ma esclusivamente il racconto della sua grande storia d’amore con l’armatore di origine greca»
tengono a precisare i Bernabei, che producono assieme a France 2 e alla spagnola Telecinco.
«Infatti “Callas e Onassis” rientra nel progetto della Lux di portare sul piccolo schermo grandi storie d’amore, amore in tutte le sue forme. In questo progetto rientrano “Maria Teresa” e “Soraya” e prossimamente anche Coco Chanel e l’amore spirituale di Don Zeno e Mamma Irene». Nei panni di Maria Callas c’è Luisa Ranieri, la bella attrice napoletana, esplosa con uno spot televisivo e affermatasi con il film tv «Cefalonia» al fianco di Luca Zingaretti. «Sono quattro anni che il nostro ufficio editoriale, composto da una quindicina di persone, sta lavorando al progetto» raccontano i Bernabei. «E da subito avevamo pensato di affidare la parte della Callas a Luisa. Con noi aveva già interpretato il film tv “Maria Goretti”, era la madre della santa: un donnone grasso e goffo. All’epoca, per convincere i dirigenti Rai a darle la parte, portammo l’ultimo numero di Capital che aveva la Ranieri in copertina, dove con grazia ed eleganza mostrava tutte le sue caratteristiche. Li conquistammo. E ora, con la Callas, recita la sua prima parte da protagonista».
«Finalmente un ruolo femminile pieno» afferma la Ranieri in abiti Anni 60, identici a quelli originali di Biki usati all’epoca dal
soprano e ora rifatti dalla costumista Elisabetta Montaldo, «una manna per un’attrice italiana riuscire a ottenere parti così intense». Che cosa sapeva della
Callas prima di vestirne i panni? «Premetto che non sono un’amante della lirica, ma per la Divina ho sempre avuto una passione smodata. Per caso a 18 anni mi regalarono un suo disco e da quel momento l’ascolto
sempre, da non crederci, soprattutto prima di iniziare ogni scena. L’opera che preferisco è “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti. Per me è sacra. In quella interpretazione la Callas aveva delle
riprese di fiato struggenti».
La persona giusta al posto giusto, dunque. «In effetti, quando mi proposero la parte non potevo crederci. Ero fierissima, anche se
pensavo di non avere nulla in comune con lei. Il corvino degli occhi e dei capelli, forse. Per calarmi di più nel personaggio ho letto tutti i libri su di lei e sulla sua travagliatissima storia d’amore. Il più
completo e ricco di dettagli è “Fuoco greco” di Nicholas Gage. Frutto di una ricerca durata tre anni, nel corso dei quali ha rintracciato decine e decine di testimoni, mettendoli a confronto tra loro, racconta i particolari della loro storia d’amore. Leggendo il libro, sembra di essere al loro fianco. Poi ho preso lezioni di canto, non tanto per prestare la mia voce al personaggio, ci mancherebbe, ma per imparare le tecniche di respirazione e di mimica facciale. Ho visto e rivisto i video che le fece Franco Zeffirelli, suo grande amico, “Medea”, l’unico film che la Callas interpretò diretta dall’altro suo grande amico Pier Paolo Pasolini, e le riprese
del suo debutto nel ’58. Di “Medea” ho sentito e risentito anche un vecchio disco a 33 giri».
Lei dà il volto al soprano. Chi ne interpreta la voce? «Si chiama Annalisa Raspagliosi, un bravissimo soprano italiano». Per il suo personaggio si è ispirata anche a «Callas forever», il film di Zeffirelli interpretato da Fanny Ardant?
«Non direi. Anche se sono in molti a dire che io e la Ardant ci assomigliamo, la storia raccontata in quella pellicola prendeva in considerazione solo gli ultimi anni di vita della Divina». Il film tv invece racconta la folgorante storia d’amore e le sue devastanti conseguenze. Il ritratto che esce da «Callas e Onassis» è quello di una donna fragile,
però capace di trarre dalla fragilità tutta la sua forza. Ha un grande bisogno d’amore e di una famiglia. Cose che non ha mai avuto. Per questo si lega all’industriale Meneghini, tanto più vecchio di lei, ma incapace di appassionarla. Riversa tutto nella lirica. «Quando la vedi nella Tosca» prosegue la Ranieri «ti pare una Anna Magnani del bel canto. La passione amorosa scoppia nel luglio ’59 con l’arrivo di Onassis. Di origini greche come Maria, nato poverissimo, si trova a essere l’uomo più
ricco del mondo con un bisogno smodato di apparire. Per lui la Callas è il veicolo per uscire sui giornali di mezzo mondo. Se da un lato lei desidera una vita normale, una famiglia, l’amore, dei figli, lui adora di lei soprattutto la fama e la notorietà. Il loro amore, nato tra il lusso più sfrenato, non è però destinato a durare».
Quando inizia il declino della loro storia? «Quando Maria perde il bambino che aspettava da Aristo, come lei chiamava Onassis. Una vera tragedia». Come si trova a recitare tra ville, suite e panfili costosissimi? «Non è esattamente il mio habitat. È tutto molto artefatto. Mi sento un po’ impacciata con tutti questi gioielli, smalti, rossetti e abiti costosissimi.
Ma aiuta a sognare». Nella parte di Onassis, l’attore francese Gérard Darmon, assente dalle scene da una decina d’anni e incredibilmente somigliante all’armatore greco. Alla regia, Giorgio Capitani: «Adoro le donne» afferma «perché per amore sono capaci di scalare montagne o inabissarsi negli oceani. La Callas era così».
Luisa Ranieri, la «ragazza» del clan di Celentano, si sdoppia. Il giovedì su Raiuno è stata la «valletta» sottotono dell’ex Molleggiato in «Rock Politik», domenica 6 e lunedì 7 novembre 2006 è stata su Canale 5 la Divina in «Callas e Onassis», la fiction che ripercorre la tormentata vita sentimentale della grande cantante lirica. «Non mi era mai capitata prima una così ampia sovraesposizione» spiega l’attrice napoletana lanciata dallo spot di una bevanda e rimasta nella memoria per il suo «Anto’, fa caldo...». «Sono due esperienze molto importanti per me, anche se molto diverse tra loro. Certo con la Callas mi misuro nel mio primo vero ruolo da protagonista e nella rivisitazione di un personaggio conosciuto e ammirato da milioni di persone, che io ho adorato sin da giovanissima. Premetto che non sono un’appassionata di lirica, ma per caso a 18 anni mi regalarono
un suo disco e fu amore a primo ascolto, tanto che da quel momento è il mio sottofondo preferito. L’estate scorsa, poi, mentre giravo le due puntate di
questo film tv, sentivo e risentivo la “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti prima di ogni scena. In quell’opera la Callas era superlativa. Aveva delle
riprese di fiato esagerate». Ha appena detto che non è un’amante della lirica... come fa a cogliere queste raffinatezze? «Per prepararmi al personaggio, ho
preso molte lezioni di canto, non tanto per prestare la mia voce al personaggio (a questo ci pensa il soprano di professione Annalisa Raspagliosi), quanto per
imparare le tecniche di respirazione e la mimica facciale. Ora è fuori di dubbio: ne capisco un po’ anch’io». Che cos’altro ha fatto per avvicinarsi al personaggio?
«Ho letto il bellissimo libro di Nicholas Gage, “Fuoco greco”, che è la storia dettagliata di Maria Callas e di Aristotele Onassis, ricca di testimonianze. Lo scrittore di origine greca, ma americano d’adozione, ha speso tre anni della sua vita per rintracciare personaggi vicini alla coppia e per raccogliere informazioni
di prima mano. Leggendo questo libro è come essere parte della loro storia. Poi ho visto e rivisto il filmato che fece Franco Zeffirelli, grande amico della Divina.
Mi sono soffermata spesso su “Medea”, l’unico film interpretato dalla Callas e firmato da un altro suo grande amico, Pier Paolo Pasolini. Insomma, per settimane
ho vissuto a pane e Callas e spero di essere riuscita a mettere nell’interpretazione del personaggio tutto quello che ho appreso». Lei pensa di avere qualche cosa in
comune con il soprano dal punto di vista fisico? «Forse il colore degli occhi e dei capelli. Corvini per entrambe. Ma per il resto nulla. Infatti, mi sono chiesta perché mi
avessero scelta. La costumista Elisabetta Montaldo, che per la fiction ha fatto un bellissimo lavoro di ricerca degli abiti, dice che abbiamo la stessa fisicità.
Non so. A me, lei sembrava molto più prorompente, i suoi tratti erano più definiti. Ma sarà ovviamente il pubblico a dire l’ultima parola».
Che cosa racconta il film tv? «Al centro, c’è la storia d’amore struggente e devastante tra lei e l’armatore greco. Maria mostra tutta la sua fragilità,
ma anche la grande forza che trae da questa debolezza. Ha un enorme bisogno di amore, di avere intorno a sé una famiglia, tutte cose che non ha mai avuto.
Per questo motivo si lega al placido industriale Meneghini, salvo poi perdere la testa per l’irruente e miliardario Onassis: due opposti. Nessun alto e basso di questa
spericolata relazione viene risparmiato. Dagli sfarzi dei viaggi sul panfilo “Christina” alla tragedia per la morte avvenuta a poche ore dalla nascita
del bambino avuto da Aristò, come la Callas chiamava l’amato Onassis». Nei panni dell’armatore greco troviamo l’attore francese Gérard Darmon, per diversi
anni assente dalle scene, ma terribilmente somigliante ad Aristotele.
Dietro la macchina da presa c’è stato Giorgio Capitani, che su questo set sembra essersi trovato pienamente a suo agio: «Io adoro le donne perché per amore loro sono capaci di
qualsiasi cosa. E la Callas è una valida rappresentante di tutto il mondo femminile».
Il film tv è prodotto dai fratelli Matilde e Luca Bernabei, della Lux Vide, che per questo progetto hanno investito sette milioni di euro.
«Callas e Onassis» rientra nell’ambiziosa idea di portare sul piccolo schermo grandi figure di donne. Tra queste, ricordiamo «Soraya» e «Maria Teresa», già andate in onda.
Per il futuro i Bernabei pensano di rivisitare la vita di Coco Chanel.
Per finire, le musiche: nel film tv si ascolteranno brani tratti da diverse opere: «Traviata» (il primo provino della Callas), «Medea» (il concerto al quale assiste
Onassis), «Norma» (come sottofondo in un incontro tra la Divina e Aristò), «Carmen»(durante un’esibizione) e «Tosca» (nel corso delle prove al
teatro dell’Opera). |