La fiction su papa "Paolo VI" PDF Stampa E-mail
ImageNell'immaginario collettivo Paolo VI "non ha lo stesso incanto 'romantico' di Giovanni XXIII, o l'appeal da favola triste di Giovanni Paolo I, o il fascino epico di Giovanni Paolo II". E' partita da qui la lavorazione della fiction 'Paolo VI. Il Papa nella tempesta', coprodotto da LuxVide e RaiFiction e presentato oggi nella sede Rai di viale Mazzini, a Roma. «Papa Montini - spiega una nota distribuita alla stampa - non ha una forte immagine nazionale popolare, non ha lasciato dietro di sé un 'marchio' indelebile come i papi che l'hanno preceduto o quelli che l'hanno seguito: in pochi, oggi fra la gente comune, lo ricordano».
«La chiave - spiega lo sceneggiatore Gianmario Pagano - è stata mostrare quanto è difficile fare il Papa». Difficoltà dovuta non ai limiti del personaggio («Paolo VI era un uomo profondamente dotato, ma chiamato a portare una responsabilità al di sopra delle possibilità umane, che lui ha portato come una croce») ma al contesto storico. A capo della Chiesa cattolica nel periodo della contestazione studentesca, del Sessantotto e degli anni di piombo (1963-1978), Montini passa per un personaggio energico e tormentato. «Difficilmente si può trovare un pontificato in un periodo culturalmente e politicamente così difficile», chiosa il direttore di 'Rai Fiction' Fabrizio Del Noce.
«Data la complessità del personaggio bisognava tradurre la storia in stilemi popolari», spiega da parte sua il regista Fabrizio Costa. Il protagonista, Fabrizio Gifuni, si è appassionato alla complessità del personaggio. «Era tutt'altro che indeciso. Era un intellettuale e un grande mistico», afferma. «Tra 'La meglio gioventù', De Gasperi, il partigiano Johnny - sottolinea l'attore - ho ripercorso lo stesso periodo di storia italiana da diverse prospettive, e farlo dalle stanze del Vaticano è molto interessante». Il film ripercorre, infatti, vari eventi salienti del pontificato di Montini e della storia d'Italia e del mondo di quegli anni, dal viaggio in Terra Santa alle controverse encicliche 'Populorum progressio' e 'Humnae vitae', dallo scontro con il tradizionalista mons. Marcel Lefebvre, dipinto a tinte fosche, all'amicizia personale con Aldo Moro. Sulla vicenda del rapimento dello statista la sceneggiatura si sofferma a lungo, e risolve l'annosa questione della lettera ai carcerieri di Moro nella quale il Papa chiedeva il rilascio "senza condizioni" del prigioniero come un'aggiunta di mons. Agostino Casaroli, futuro segretario di Stato vaticano. Inventati, per mostrare la storia d'Italia di quegli anni, i personaggi di una famiglia di un notabile democristiano, e in particolare del figlio, Matteo, tentato dalla lotta armata e 'convertito' grazie all'appello di Paolo VI alle Br. La fiction andrà in onda in due puntate la sera di domenica 30 novembre e lunedì 1 ottobre.
 
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