Riflessione sull'autismo per Neri Marcorè PDF Stampa E-mail
Neri Marcorè nel 2006 con la TelegrollaComunicare con persone affette da autismo si può, purché si trovino canali alternativi di contatto. L'ha testimoniato oggi, intervenendo ad Ancona a un seminario intitolato Un silenzio assordante: riflessioni sull'autismo, promosso dall'Istituto Freudiano e dalla sede locale della Scuola Lacaniana di Psicanalisi, l'attore Neri Marcorè.
Marcorè ha avuto modo di avvicinare, anche se solo su un piano artistico, questa problematica, interpretando la fiction E poi c'è Filippo, trasmessa da Mediaset nel 2006 e per la quale è stato premiato con la Telegrolla come miglior attore. «Per interpretare Filippo, affetto dalla sindrome di Asperger, una forma meno grave di autismo - ha raccontato -, mi sono documentato sulla malattia, scoprendo che per anni era stata sottovalutata e misconosciuta. Poi ho avuto la fortuna di conoscere Giacomo, un autistico grave che vive nelle Marche. Saputo del mio progetto lavorativo, mi ha raccomandato, usando la videoscrittura, di affrontare la parte con la delicatezza necessaria a non urtare la sensibilità dei familiari dei malati. Gli ho risposto, ci siamo incontrati e siamo tuttora amici. Mi ha fatto capire in che prigione possa vivere chi non ha la possibilita' di esprimersi nei modi in cui lo fanno tutti, ma anche che se si riesce a stabilire un contatto, questo può continuare per sempre».
A proposito dei suoi prossimi impegni televisivi ha invece annunciato: «Non interpreterò più il personaggio di Filippo in una nuova serie, ma non di dispiacerebbe vestire i panni di Italo Calvino, anche perchè dicono che gli assomigli».
 
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