| Americatown: fuga dagli USA |
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Le città americane, in cui nei secoli si sono trasferiti migranti italiani, irlandesi o cinesi, si svuotano dei loro abitanti: questo è il quadro improbabile della fiction Americatown nell'immaginazione dello scrittore Bradford Winters e dei produttori Tom Fontana, Barry Levinson, Frank Marshall e Kathleen Kennedy. La migrazione a ritroso sarebbe la conseguenza di profonde crisi finanziarie che, sempre nel plot della fiction, hanno portato il Paese al dissesto.La serie sta per arrivare in porto all'emittente televisiva statunitense HBO. La fiction è ambientata nel futuro, attorno al 2050, quanto secondo gli autori dello sceneggiato gli americani si saranno trasferiti altrove. Perché l'America non sarà più quella di una volta, una terra ricca di opportunità per tutti. Anzi, saranno gli americani a dover emigrare per cercare fortuna in altre terre. Nel lavoro preparatorio di Americatown, Bradford Winters ha immaginato il contesto che avrebbe fatto da cornice alla nuova fictrion. E aveva pensato tra l'altro a una combinazione tra il costo del petrolio alle stelle, il crack della finanza e alcune catastrofi naturali: un mix micidiale capace di mettere ko il Paese. Ma anche un mix piuttosto verosimile: il petrolio salito a quasi 150 dollari il barile, le alluvioni del Midwest e degli Stati del Sud, la crisi a Wall Street. E a chi gli chiede come si senta dopo aver visto che molte delle sue previsioni si sono trasformate in realtà, Winters spiega: «Quello che sta succedendo è un grande disastro per moltissime pensione. Penso che sia anche la dimostrazione del fatto che gli eventi descritti in Americanews siano tutt'altro che impossibili». |
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Le città americane, in cui nei secoli si sono trasferiti migranti italiani, irlandesi o cinesi, si svuotano dei loro abitanti: questo è il quadro improbabile della fiction Americatown nell'immaginazione dello scrittore Bradford Winters e dei produttori Tom Fontana, Barry Levinson, Frank Marshall e Kathleen Kennedy. La migrazione a ritroso sarebbe la conseguenza di profonde crisi finanziarie che, sempre nel plot della fiction, hanno portato il Paese al dissesto.







