Carabinieri 5: siamo diventati amici PDF Stampa E-mail

I protagonisti di Carabinieri 5Un albergo costruito ex novo, tre completamente ristrutturati. Ristoranti pieni, prezzi delle case più che raddoppiati e l’Italia che finalmente si è accorta dei capolavori del Perugino. La fiction di Canale 5 «Carabinieri» ha letteralmente rivoluzionato la vita e l’economia di Città della Pieve, una tranquilla cittadina in provincia di Perugia. Come è già accaduto in Piemonte per «Elisa di Rivombrosa», anche per le riprese di questa serie si verifica il fenomeno del «turismo da set». «Le persone chiedono di vedere la stanza dove ha dormito Alessia Marcuzzi» dice la proprietaria di un albergo. Accanto ai bambini che da grandi vogliono fare i carabinieri e vengono a sbirciare sul set, ci sono anche i grandi che tornano bambini e vengono a curiosare per avere qualche anticipazione sulle nuove puntate. E di novità, nella passata quinta serie, prodotta da Fidia Film per Mediaset, ce ne sono state tante.

Cresce il sentimento tra il maresciallo Andrea Sepi (Alessia Marcuzzi) e il procuratore Carlo Cesari (Giorgio Borghetti), ma in seguito a un evento drammatico il biondo maresciallo uscirà di scena, per rientrare solo alla fine. «Per la prima volta in “Carabinieri” c’è una storia d’amore vissuta e non solo accennata» anticipa Borghetti. «Quest’anno Cesari e la Sepi si lasciano andare alla passione». Tutte le scene intime tra i due sono state accorpate in un tempo brevissimo: «Per due giorni, io e Alessia non abbiamo fatto altro che baciarci».
Massimiliano VarreseL’amore avrà un posto importante nelle vicende che animano la caserma. E dal momento che le relazioni tra colleghi non sono ammesse, c’è una storia clandestina, quella tra Marco Tosi (Luca Argentero) e Sonia Martini (Roberta Giarrusso). «Marco era stato trasferito a Città della Pieve proprio perché nella caserma dove era prima aveva una relazione con una collega: è un recidivo» scherza Argentero. «Sonia è un carabiniere preciso e rigoroso» dice la Giarrusso «ma la troveremo finalmente innamorata e radiosa».
In sostituzione della Sepi, arriva il maresciallo Bruno Morri (Maurizio Casagrande): «È un comandante bonario, ma con una durezza di fondo» racconta Casagrande, alla prima esperienza in tv. «Una sorta di padre di famiglia, che sa rimproverare col sorriso. Chiama tutti per cognome, mette una piccola distanza per ribadire i ruoli e mantenere gli equilibri». Casagrande è arrivato in un gruppo di lavoro già collaudato: «Ero terrorizzato: oltretutto, ho un ruolo di rilievo e temevo l’impatto. Invece ho subito capito che avrei trovato degli amici in più».
Al posto di Luigi Testa (Roberto Farnesi), ormai trasferitosi in un’altra città con la sua Alessandra (Elisabetta Canalis), si insedia il maresciallo vicecomandante Barbara Fulci (Ines Nobili). «La Fulci è figlia di un diplomatico, ha sempre viaggiato molto e non ha legami affettivi» spiega la Nobili. «È femminile, ha un carattere dolce e non è autoritaria».
E direttamente dalla serie tv «Sotto copertura », con Ettore Bassi e Manuela Arcuri, nell’ottava puntata arriva a Città della Pieve il carabiniere Antonio Baldi, interpretato dall’idolo delle ragazze Massimiliano Varrese. «Antonio è un ragazzo introverso» spiega Varrese «che non si lascia mai andare. Non ride alle battute dei compagni e ha problemi a sentirsi comandato da un superiore donna. Indossare questa divisa comporta responsabilità. Giorni fa ero per la strada, senza cappello né guanti, e parlavo al telefonino. È passato un carabiniere vero e mi ha detto di rientrare subito. Ho capito il grande rispetto che si deve a questa uniforme. Faccio molta attenzione a non muovermi troppo, ho l’impostazione del ballerino. Per il resto, osservo gli “anziani” della serie, Vincenzo Crocitti, Alex Partexano, Andrea Roncato e chiedo consigli».
Le novità non sono finite qui: due ragazze, Roberta (Giorgia Palmas) e Caterina (Federica Citarella), ruoteranno per motivi familiari attorno alla caserma... e lo scompiglio è garantito. «Sono una cariatide di questo mestiere» scherza il regista Sergio Martino, al suo debutto in «Carabinieri», «ma non avevo mai fatto una lunga serialità. Temevo che in 12 puntate ci fosse il rischio di replicarsi, invece nei 5 mesi di riprese, che stanno finendo in questi giorni, non ho mai provato stanchezza mentale. Il segreto? È una fiction rassicurante: anche l’azione è trattata con toni da commedia brillante».

 
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